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VISTI A VALERE ALL'ESTERO

VISTO PER DEPOSITO
Qualora la Camera di commercio riceva una richiesta per l’attestazione di indicazioni d’ordine commerciale, la cui esattezza e credibilità essa non può accertare, si limita ad apporre un visto in calce al documento presentato - sempre che il documento è stato emesso da un Organismo o Ente ufficiale (ASL, Istituti Nazionali di Certificazione, Organismi internazionali, ecc.), indicando la seguente menzione: "visto per deposito". Copia del documento è conservato agli atti della Camera di commercio.

VISTO POTERI DI FIRMA
Quando la richiesta di attestazione riguarda, dichiarazioni rese sulla carta ufficiale dell’impresa da parte del legale rappresentante o di un procuratore, la Camera di commercio può provvedere ad apporre un timbro con la dicitura “visto poteri di firma” del dichiarante, in base alle informazioni contenute e verificabili dal Registro delle imprese o da atti notarili presentati agli uffici camerali.
Tale visto può essere richiesto anche per tutti gli atti necessari all’avvio e al perfezionamento di una operazione con una controparte estera o necessari ad assolvere richieste di Autorità estere; esso non si riferisce all’esattezza e/o attendibilità delle indicazioni e dichiarazioni rese da chi sottoscrive i documenti, ma consiste nella mera attestazione che il soggetto firmatario
di un determinato documento dispone dei poteri di firma in nome e per conto dell’impresa titolare dell’operazione con l’estero.
Viene apposto anche sulle fatture che vengono presentate con la semplice indicazione del valore delle merci o con varie dichiarazioni che stabiliscono la conformità di questo valore, sia con i prezzi interni, sia con i prezzi praticati dallo speditore, o che contengono altre precisazioni relative al valore e per le quali viene richiesto l’intervento della Camera di commercio.
Quando anche la fattura è presentata esclusivamente in forma telematica, questa sarà munita di firma digitale e olografa del soggetto aziendale che detiene i poteri e la Camera di commercio potrà procedere con l’apposizione del relativo "visto poteri di firma", in quanto in grado di identificare il soggetto che ha apposto la firma digitale.

LEGALIZZAZIONE DELLE FIRME
Ai sensi dell’art. 33 del D.P.R. n. 445/2000 le firme sugli atti e documenti da valere all'estero davanti ad autorità estere sono, ove da queste richiesto, legalizzate a cura dei competenti organi, centrali o periferici, del Ministero competente, o di altri organi e autorità delegati dallo stesso.
A tal riguardo, già con Decreto ministeriale del 12 luglio 2000, è stata trasferita alle Camere di commercio la competenza anche di legalizzare le firme del sottoscrittore degli atti e documenti da valere all’estero, davanti ad Autorità estere (Allegato 6).
Per l’esercizio di tale compito le Camere di commercio abilitano - con specifica delega - funzionari camerali alla legalizzazione delle firme dei soggetti che hanno prioritariamente sottoscritto gli atti e certificati per l’estero e ne danno informativa a tutte le Autorità competenti (Ambasciate estere in Italia, Prefetture, Ministeri interessati).
Diversamente, quando il Paese estero - firmatario della specifica Convenzione internazionale dell’Aja del 5 ottobre 1961, richiede espressamente l’apposizione dell’Apostille su atti amministrativi formati in Italia, questo tipo di legalizzazione è apposto dalle Prefetture - Uffici Territoriale del Governo, mentre sugli atti giudiziari e notarili la competenza è in capo alle Procure della Repubblica.

Domanda visti a valere all'estero

In evidenza

Ufficio di Orvieto Dal 1° giugno l'ufficio è aperto il giovedì nei seguenti orari: dalle 9,00 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 16,30

A partire dal 1 giugno 2019, la domanda di rilascio del certificato di origine deve essere presentata obbligatoriamente in modalità telematica.

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Contatti

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Largo Don Minzoni 6 - 05100 Terni

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