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CONTROLLI

ELENCO DELLE TIPOLOGIE DI CONTROLLO SULLE IMPRESE E DEI RELATIVI OBBLIGHI E E ADEMPIMENTI
(art. 25 D. Lgs 14 marzo 2013, n. 33)

Sono di seguito elencate le competenze camerali che comportano l’effettuazione di controlli cui sono assoggettate le imprese.
I controlli sono eseguiti presso ogni tipologia di imprese nell’ambito di competenza territoriale della Camera.
Le imprese da sottoporre a controllo sono individuate con metodologie atte a garantire la casualità, la trasparenza e l’imparzialità; restano salvi i principi sanciti dal D. Lgs. n. 196/2003 in tema di riservatezza.
Si può dar luogo a controllo anche su segnalazione di altra Pubblica Amministrazione o di terzi purché in tal caso la segnalazione sia dettagliatamente circostanziata, e in ogni caso dopo valutazione da parte dell’Ufficio preposto.
I controlli sono effettuati senza preavviso.
I controlli, che vengono svolti con modalità tali da arrecare il minor intralcio possibile al normale esercizio delle attività dell’impresa, sono eseguiti con le seguenti modalità:
- i funzionari ispettivi si qualificano mediante esibizione di apposito tesserino di riconoscimento;
- essi procedono ai controlli avvalendosi dei poteri e delle facoltà conferiti loro dalle leggi vigenti: possono compiere gli atti d’accertamento previsti dall’art. 13 della L. n. 689/1981, quelli previsti da norme speciali, nonché, laddove ne posseggano la qualifica e ne ricorrano i presupposti, agire con poteri di polizia giudiziaria;
- l’attività di controllo può consistere nell’esame dell’aspetto esteriore e della documentazione a corredo dei prodotti e dei loro imballaggi, ivi comprese marcature ed iscrizioni obbligatorie (controllo visivo/formale), nell’esame e nell’acquisizione di documenti (controllo documentale), nella verifica del possesso dei requisiti prestazionali e del corretto funzionamento degli strumenti, nell’effettuazione di esami di laboratorio (quindi con prelievo di campioni).
I controlli su un singolo prodotto possono coinvolgere, oltre all’azienda individuata, tutta l’eventuale catena commerciale, al fine di accertare le singole responsabilità degli operatori, con particolare riguardo alla posizione dell’impresa che ha immesso il prodotto sul mercato.
Sono di seguito elencate le competenze camerali che comportano controlli presso imprese, con le relative fasi di individuazione delle imprese da controllare nonché i criteri e le modalità di svolgimento dei sopralluoghi.

A) SICUREZZA DEI PRODOTTI
1) CONTROLLI SULLA CONFORMITÀ ALLE LEGGI VIGENTI DEI SEGUENTI PRODOTTI:
a) giocattoli rispetto al D. Lgs. 27 settembre 1991, n. 313 (per giocattoli immessi sul mercato prima del 20 luglio 2011) o al D. Lgs. 11 aprile 2011, n. 54 (per giocattoli immessi sul mercato dal 20 luglio 2011);
b) prodotti elettrici/elettronici rispetto a:
legge 18 ottobre 1977, n. 791 sulla sicurezza del materiale elettrico;
D. Lgs. 6 novembre 2007, n. 194 relativo alla compatibilità elettromagnetica;
D. Lgs. 16 febbraio 2011, n. 15 e relativi atti comunitari delegati, sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia;
D. Lgs. 28 giugno 2012, n. 104 e relativi atti comunitari delegati, sull’indicazione del consumo di energia mediante etichettatura;
c) dispositivi di protezione individuale di prima categoria rispetto al D. Lgs. 4 dicembre 1992, n. 475;
d) prodotti tessili rispetto alla Legge 26 novembre 1973, n. 883, al D.P.R. 30 aprile 1976, n. 515, al D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 194 e, dall’8 maggio 2012, al Regolamento (UE) n. 1007/2011 del 27 settembre 2011, tutti concernenti la denominazione delle fibre tessili e l’etichettatura di composizione fibrosa dei prodotti tessili;
e) calzature rispetto al D.M. 11 aprile 1996 relativo all’etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti delle calzature e alla L. 16 dicembre 1966, n. 1112;
f) prodotti generici non oggetto di normative specifiche in materia di sicurezza rispetto alla Parte IV Titolo I del D. Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 “Codice del Consumo”.

2) CONTROLLI SUGLI OBBLIGHI DI INFORMAZIONE AI CONSUMATORI CIRCA I CONSUMI DI CARBURANTE E LE EMISSIONI DI CO2 DELLE AUTOVETTURE NUOVE DI CUI AL D.P.R. 17 FEBBRAIO 2003, N. 84
Essi consistono in:
a) controllo visivo, eseguito presso i punti vendita, su tutti i modelli presenti e nella verifica della presenza del manifesto di cui all’art. 5 della norma;
b) controlli del materiale informativo, nonché su quello pubblicitario pubblicato su giornali e periodici.

B) VIGILANZA SULL’ATTIVITÀ DI MAGAZZINO GENERALE DI CUI AL R.D.L. 1 LUGLIO 1926, N. 2290 E AL R.D. 16 GENNAIO 1927, N. 126.
Il controllo è volto a verificare lo stato delle merci depositate, i locali, il regolare svolgimento dell’attività, la regolare applicazione delle tariffe e il rispetto delle norme di legge in materia.

C) METROLOGIA LEGALE
Riferimento normativo sulle unità di misura relativo a tutte le operazioni di sorveglianza o vigilanza:
Attuazione della direttiva (CEE) n. 80/181 relativa alle unità di misura: DPR 12 agosto 1982, n. 802.

1) CONTROLLI SULLE IMPRESE CHE SVOLGONO LA FABBRICAZIONE IN “REGIME DI CONFORMITÀ METROLOGICA” DEGLI STRUMENTI DI MISURA LEGALI DIVERSI DAI MID
Riferimenti normativi:
Regolamento sulla conformità metrologica: D.M. 28 marzo 2000 n.179.

Tali controlli possono essere effettuati presso la sede produttiva del fabbricante e sono mirati a verificare:
- coerenza della produzione in conformità metrologica con il provvedimento di riconoscimento e con i documenti di ammissione a verifica metrica degli strumenti in produzione;
- gestione e riferibilità metrologica dei campioni di lavoro e delle apparecchiature idonee per l’effettuazione delle prove di verifica prima;
- procedure delle prove metrologiche adottate per valutare il rispetto dei requisiti essenziali (tra questi per es. gli errori massimi permessi);
- rapporti di verifica prima e documenti di conformità degli esemplari verificati.

2) CONTROLLI SUI LABORATORI CHE ESEGUONO LA VERIFICA PERIODICA DEGLI STRUMENTI DI MISURA LEGALI DI CUI AL DECRETO MINISTRO ATTIVITÀ PRODUTTIVE 10/12/2001
Riferimenti normativi:
Attuazione Direttiva sui NAWI: D.Lgs. 29 dicembre 1992, n. 517.
Modifica Direttiva sui NAWI: D.Lgs. 24 febbraio 1997, n. 40.
Regolamento di modifica ed integrazione della disciplina della verificazione periodica: D.M. 28 marzo 2000, n.182.
Condizioni e modalità di riconoscimento dell'idoneità dei laboratori all'esecuzione della verificazione periodica degli strumenti di misura: D.M. 10 dicembre 2001.
Regolamento della CCIAA di Terni per i laboratori che eseguono la verificazione periodica degli strumenti di misura ai sensi del D.M. 10/12/2001.
Indirizzo e coordinamento tecnico in materia di operazioni di verificazione periodica degli strumenti di misura: Direttiva 4 aprile 2003.
Definizione delle caratteristiche dei sigilli di garanzia adottati dai Laboratori riconosciuti idonei: Direttiva 30 luglio 2004.

Tali controlli possono essere effettuati presso la sede operativa del laboratorio e sono mirati a verificare:
- coerenza della tipologia di strumenti verificati con quella indicata nella Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA);
- documenti di ammissione a verifica metrica e di conformità degli strumenti verificati;
- gestione e riferibilità metrologica dei campioni di lavoro e delle apparecchiature idonee per l’effettuazione delle prove di verifica periodica;
- procedure delle prove metrologiche adottate per valutare il rispetto dei requisiti essenziali (tra questi per es. gli errori massimi permessi);
- gestione dei rapporti di verifica periodica degli esemplari verificati.
I controlli possono inoltre essere effettuati presso gli utenti metrici, mediante prove di verifica periodica su campione rappresentativo di strumenti verificati dal Laboratorio.

3) ATTIVITÀ DI SORVEGLIANZA SU STRUMENTI DI MISURA LEGALI IN SERVIZIO
Riferimenti normativi:
Testo Unico leggi pesi e misure: R.D. 23/8/1890 n.7088.
Regolamento per la fabbricazione degli strumenti metrici: R.D. 12/6/1902 n.226.
Regolamento per il Servizio metrico: R.D. 31/1/1909 n.242
Attuazione Direttiva sui NAWI: D.Lgs. 29 dicembre 1992, n. 517.
Modifica Direttiva sui NAWI: D.Lgs. 24 febbraio 1997, n. 40
Regolamento sulla conformità metrologica: D.M. 28 marzo 2000 n.179.
Regolamento di modifica ed integrazione della disciplina della verificazione periodica: D.M. 28 marzo 2000, n.182.
Condizioni e modalità di riconoscimento dell'idoneità dei laboratori all'esecuzione della verificazione periodica degli strumenti di misura: D.M. 10 dicembre 2001.
Regolamento della CCIAA di Terni  per i laboratori che eseguono la verificazione periodica degli strumenti di misura ai sensi del D.M. 10/12/2001.
Indirizzo e coordinamento tecnico in materia di operazioni di verificazione periodica degli strumenti di misura: Direttiva 4 aprile 2003.
Definizione delle caratteristiche dei sigilli di garanzia adottati dai Laboratori riconosciuti idonei: Direttiva 30 luglio 2004.
Attuazione della Direttiva 2004/22/CE: D.Lgs. 2 febbraio 2007, n.22.

Tali controlli sono effettuati presso il luogo di uso dello strumento e sono mirati a:
- verificare l’esatta tenuta della documentazione e la sua conformità;
- valutare il rispetto dei requisiti essenziali tramite l’effettuazione di prove metrologiche;
- verificare il rispetto della normativa relativa al corretto utilizzo dello strumento.

4) VIGILANZA SUGLI STRUMENTI DI MISURA DI CUI ALLA DIRETTIVA 2004/22/CE: D.LGS. 2 FEBBRAIO 2007, N.22 (STRUMENTI MID)
Riferimenti normativi:
Testo Unico leggi pesi e misure: R.D. 23/8/1890 n.7088.
Attuazione della Direttiva 2004/22/CE: D.Lgs. 2 febbraio 2007, n.22.
Vigilanza sul mercato degli strumenti di misura MID: DM 29 agosto 2007.
Regolamenti concernenti i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti MID MI 005 e MI 006: D.M. nn. 31 e 32 del 18 gennaio 2011.
Regolamento concernente i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti MID MI 002:D.M. n.75 del 16 aprile 2012.
Regolamento concernente i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti MID MI 001 e MI 004:D.M. n.155 del 30 ottobre 2013.
Indirizzo e coordinamento tecnico in materia di controlli successivi sui distributori di carburanti: Direttiva 4 agosto 2011.
Indirizzo e coordinamento tecnico in materia di controlli successivi su associazione distributori di carburanti MID a self service nazionali: Direttiva 14 ottobre 2011 e Direttiva 14 marzo 2013.
Regolamento in materia di accreditamento e vigilanza del mercato: Regolamento CE n. 765 del 9 luglio 2008.
Decisione relativa a un quadro comune per la commercializzazione dei prodotti: Decisione CE n. 768 del 9 luglio 2008.

Tali controlli sono mirati a:
- controllo documentale e visivo per valutare la conformità degli esemplari;
- prove metrologiche per valutare il rispetto dei requisiti essenziali (tra questi per es. gli errori massimi permessi);
- eventuale prelievo di strumenti da inviare al laboratorio di prova.

D) SORVEGLIANZA NEL SETTORE DEI METALLI PREZIOSI
Riferimenti normativi:
Disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi: D.Lgs. 22 maggio 1999 n. 251.
Regolamento recante norme per l'applicazione del D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 251: DPR 30 maggio 2002, n.150 e successive modifiche contenute nel DPR n. 208 del 26 settembre 2012 e nel DPR n. 195 del 26 novembre 2014.

Tali controlli sono effettuati presso le imprese assegnatarie del marchio di identificazione dei metalli preziosi e le imprese che esercitano l’attività di commercio all’ingrosso o al minuto di oggetti in metalli preziosi e sono mirati a:
- verifica della presenza/idoneità dei marchi e dei titoli apposti sugli oggetti in metallo prezioso posti in vendita;
- prelievo a campione di oggetti in metallo prezioso posti in vendita per verificarne il titolo presso un laboratorio accreditato;
- verifica della presenza e dell’usura della dotazione di punzoni assegnati.

E) SORVEGLIANZA SUI CENTRI TECNICI DEI TACHIGRAFI DIGITALI E/O ANALOGICI
Riferimenti normativi:
Regolamento relativo ai tachigrafi nel trasporto su strada: Regolamento UE n. 165 del 4 febbraio 2014.
Disposizioni attuative del Regolamento relativo all'apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada: D.M. 31 ottobre 2003 n.361.
Modalità e condizioni delle autorizzazioni alle operazioni di primo montaggio e di intervento tecnico dei centri tecnici: DM 10 agosto 2007.

Tali controlli sono effettuati presso la sede operativa dell’impresa e sono mirati a:
- verifica di idoneità apparecchiature presenti e procedure di prova, con compilazione check list e rapporto di sopralluogo (RS) da inviare ad Ministero dello sviluppo economico.

F) SORVEGLIANZA SULLA PRODUZIONE E IMPORTAZIONE DEI PREIMBALLAGGI
Riferimenti normativi:
Disciplina sui preimballaggi di alcuni liquidi alimentari CEE e bottiglie recipienti misura: D.L. 3 luglio 1976 n. 451.
Disciplina sui preimballaggi CEE, in massa o in volume, diversi dai liquidi alimentari CEE disciplinati dal D.L. 3 luglio 1976 n. 451: Legge 25 ottobre 1978, n. 690.
Disciplina sui preimballaggi Nazionali, di tipo diverso da quello CEE: D.P.R. 26 maggio 1980 n.391.

Tali controlli sono effettuati presso la sede operativa dell’impresa e sono mirati a:
- controllo visivo e documentale per valutare la conformità del lotto di preimballaggi;
- controllo a campione di un lotto di prodotti preconfezionati, pronto per la vendita, per valutare il criterio di accettazione o rifiuto del lotto stesso.
- controllo sull’idoneità dei metodi statistici di controllo utilizzati dal produttore;
- controllo sull’idoneità degli strumenti metrici utilizzati per il controllo del contenuto effettivo dei preimballaggi.

G) CONTROLLI SUGLI AGENTI D’AFFARI IN MEDIAZIONE - SETTORE IMMOBILIARE
Il riferimento normativo è costituito dalla L. 3 febbraio 1989 n. 39 - Modifiche ed integrazioni alla L. 21 marzo 1958, n. 253, concernente la disciplina della professione di mediatore - e dal D.M. 21-12-1990 n. 452 - Regolamento recante norme di attuazione della legge 3 febbraio 1989, n. 39, sulla disciplina degli agenti di affari in mediazione.

I controlli vengono effettuati sulla base di:
- esposti da parte di privati relativi a comportamenti non corretti degli operatori immobiliari
- proposta alla Giunta per l’adozione di provvedimenti disciplinari

I controlli attengono alla regolarità delle posizioni amministrative dei soggetti interessati

Aggiornato al 24/07/2014

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